Colori Maimeri Rinascimento che caratteristiche hanno?

L’industria Maimeri, leader nella produzione di colori per dipingere, sia su tela che su molti altri supporti, ha in casa una serie di tinte che ha dedicato al Rinascimento italiano, alla Firenze che diede al mondo i capolavori dell’Arte e dell’Architettura, le riflessioni filosofiche, gli studi umanistici e matematici che l’hanno resa famosa e degna di ammirazione in tutto il mondo praticamente per sempre. Per quale oscuro motivo a Firenze tra seconda metà del Quattrocento e prima metà del Cinquecento si sia verificata una tale concentrazione di ingegni e di opere di arte e cultura, di scienza e diritto, non è dato sapere. Certo è che il Rinascimento italiano continuerà ad essere studiato per sempre in tutte le scuole di ordine e grado e che Firenze resterà una delle mete predilette per turisti, studenti e studiosi di ogni parte del mondo. Patria indiscussa di un trionfo del sapere che l’ha resa anche captale artistica mondiale.

Quali sono le caratteristiche dei colori che la Maimeri ha chiamato Rinascimento? I colori acrilici della Maimeri hanno varie serie, quindi sono stati pensati per differenti usi: quelli per la tela, quelli per i murales, quelli per altri supporti. Se si parla di colori acrilici Rinascimento allora ci riferiamo a colori a olio che sono frutto di una particolare e accurata ricerca di tonalità che vuole riprodurre i colori che venivano utilizzati allora tra Trecento e Conquecento a Firenze. Alcuni pigmenti sono proprio uguali a quelli originali, altri sono ricreati artificialmente tenuto conto che gli originali avevano composizioni nocive perché ottenuti con metalli o sostanze chimiche tossiche o inquinanti che non è più il caso di utilizzare. Tutte le tonalità sono prodotte con olio di noce estratto a freddo, hanno una elevata pigmentazione e stabilità. I pigmenti utilizzati per questa serie sono inorganici non pericolosi e ottenuti da sali metallici con un’ottima resistenza alla luce, mentre originariamente i pigmenti erano a  base di piombo, mercurio e rame.

Le tonalità ottenute sono 11 e tutte ripropongono la grande lucentezza tipica per esempio dei quadri dei maestri veneti. Ma a differenza di quei colori, questi sono scarsamente ingiallenti e capaci di formare pellicole solide e compatte. Per diluire questi colori bisogna usare esclusivamente olio di noce, olio di cartamo, essenza di lavanda. I pennelli più indicati per questa linea di colori sono quelli in pelo o setola, mentre la grandezza è indifferente. Gli undici colori sono: Cerussa, Giallo Vasari, Lacca di Grana, Rosso di Parigi, Vermiglio, Verde Greco, Verde Malachiet, Smaltino di Murano, Blu Michelangelo, Mummia, Bistro.

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